Lo scorso 5 maggio Avocats Sans Frontières en Tunisie, storica organizzazione di avvocati tunisini impegnata nella difesa dei diritti umani, è stata colpita da una sospensione di trenta giorni. E non è un caso isolato. L’ennesima sferzata della deriva autoritaria in corso ormai da diversi anni, infatti, ha già colpito diverse organizzazioni della società civile tunisina, come la Lega tunisina per i diritti umani, il Forum tunisino per i diritti economici e sociali e l’Associazione tunisina delle donne democratiche, associazioni fondatrici della società civile tunisina. Lo schema è sempre lo stesso e prende le mosse dall’art. 45 del D.L. 88-2011, con cui vengono previste sanzioni per le organizzazioni che avrebbero violato le disposizioni della legge sulle associazioni. Diffida, sospensione, scioglimento: sono queste le tre possibili sanzioni in cui incorrono le associazioni tunisine. La Lega tunisina per i diritti umani (LTDH), di recente, sarebbe stata sospesa per l’asserito mancato rispetto delle scadenze previste per lo svolgimento dell’assemblea generale ordinaria.
Questa volta è il turno di Avocats Sans Frontierès. “Questa decisione giunge in un contesto caratterizzato da un continuo deterioramento del clima in cui opera la società civile” afferma ASF. “Da diversi anni, le organizzazioni devono affrontare detenzioni arbitrarie dei propri membri e dipendenti, severe restrizioni bancarie, campagne diffamatorie, nonché ripetuti tentativi di mettere in discussione il decreto-legge 88-2011, uno dei principali risultati della transizione democratica”.
La criminalizzazione delle voci indipendenti e del dissenso si abbatte quindi anche sulla libertà di associazione, in un paese in cui, dal 2021, sono stati documentati almeno 89 casi di arresti e processi arbitrari di oppositori politici e giornalisti.
Sul tema è peraltro recentemente intervenuto l’Alto Commissario Onu per i diritti umani, Volker Türk, con un lungo comunicato, condannando gli attacchi alla società civile tunisina ed evidenziando che “La continua repressione e le restrizioni allo spazio civico da parte delle autorità tunisine minano i diritti dei cittadini tutelati dalla Costituzione del Paese e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani. […] I progressi compiuti dalla Tunisia in materia di democrazia e diritti umani dopo il 2011 devono essere preservati, non progressivamente smantellati”.
Avocats Sans Frontières en Tunisie ha assicurato che eserciterà “il proprio diritto di appello per contestare questa decisione, con il sostegno degli avvocati che si sono offerti volontari per assicurarne la difesa. […] Di fronte alla pressione, la nostra determinazione rimane intatta: ASF continuerà, instancabilmente, a difendere la giustizia e lo stato di diritto”. Il ricorso infatti è stato depositato, e l’udienza è prevista per il prossimo 24 giugno.
- 31 luglio 2025, incontro con il presidente della repubblica di Tunisia, Kais Saied ↩︎